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STORIA DI UN GIORNO DURATO 29 ORE.

è  stata una faticaccia, adesso lo posso dire. All’inizio eravamo solo io e Vale contro tutto il consiglio a voler fare questa 24 ore, poi a poco a poco anche gli altri si sono convinti ed ecco nascere due squadre.

Fino all’ultimo minuto eravamo in sospeso con alcuni nomi, chiedi qua, chiedi la, le risposte erano: “un’ora in pista noooooooo”, “sono infortunato”, “no, ho Senago”, “no, ho la mo-mo”, “no, mi devo allenare, devo fare il lungo”, “no, non ho voglia” e l’ultima in quanti siamo hai voglia a trovarli. GRAZIE. Alla fine è andata.

Ore 7 io e Felix carichiamo. Ore 7.30 si tira su la Vale. Ore 8.00 campo sportivo di Saronno, in tre facciamo il lavoro di 10 tanta è la voglia. Già si comincia a salutare tanti amici. Siamo carichi, e io molto nervoso. Si parte alle 10 puntuali. Dopo 10 minuti cominciano i problemi , praticamente all’inizio. Antonio non arriva. E’ vero che mancano 50’, però... passano i minuti e niente. Partono le telefonate, finalmente risponde “mi sono perso, il tomtom mi fa girare a vuoto”. Dico io, ma chiedere noooo. Mancano 10’, non arriva, va bè, mi gioco la mia frazione, son quasi pronto a partire che Antonio spunta, e andata.

Procede tutto bene anche tra molti sfotto con tanti amici che ho ritrovato qua a Saronno.  Ore 15.00 altro inizio di mezzo infarto. Conoscendo le abitudini di Daniele cerco di contattarlo in anticipo, mi risponde subito ma la risposta è una di quelle che fanno gelare il sangue: “ma io non ti ho mai detto di si, non vengo di sicuro”. Eppure sono sicuro che fosse stato uno dei primi a dirmi di sì. Lascio perdere e mi gioco la prima riserva: Felice.

Lo chiamo. Sta facendo il pisolino post pranzo suoceri, ma dopo due minuti è in strada, infarto rientrato. Cominciano anche le battaglie interne, era ora.

Tocca a Marcello, e qui succede un’altra cosa mai vista. Marcello è uno che di km ne fa tanti visto che è un centokilometrista. Corre tutta la sua ora in 3^ corsia e a niente sono serviti i nostri consigli urlatigli durante l’ora booooooooooooooo.

Fa un caldo micidiale e correre  adesso deve essere micidiale. Intanto viene a trovarci l’amico Riky, Silvio e approfitto di questo relativo momento di tranquillità per conoscere di persona un amico di facebook, Rosario. Questo è l’orario della gara di Senago, a cui tanti dei miei non hanno voluto rinunciare, e qui avrei tanto da dire, ma tralasciamo, anche se sono km in meno in questa 24.

In serata altri amici, Franco, Gianni, Maida, con appresso ciliegie ottime e caramelle, Guido e famiglia, Marco, che ci porta melone e ananas gelati, e naturalmente Paolo e Ornella, che come avevano promesso nel pomeriggio hanno portato una bella insalatiera di insalata di riso e un tipo di focaccina che non sono neanche riuscito a vedere com’era perché nel giro di pochi minuti era tutto sparito. Bello, bello, bello, però si comincia a sentire la fatica.

Verso mezzanotte altra mazzata: Gianfranco che deve correre alle due in giornata era a Roma, arriverà? Ricominciano le telefonate. Per fortuna risponde subito e ci assicura che arriverà. Non faccio in tempo a rallegrarmene che mi chiama Max, che mi dice che a Senago si è fatto male. Mi dispiace, però per fortuna l’avviso è arrivato con molto anticipo. Ci giochiamo l’ultima riserva: Paolino, che ha corso anche lui a Senago, però è una garanzia.

Da adesso in poi solo belle cose; Vale riesce a fare il pisolino, io riesco a fare in qualche modo la mia frazione, gli amici sempre numerosi rimasti anche durante la notte e poi la simpatia dei nuovi come Claudia, Piero, Franco e dei vecchi Rino, Libero, Roberto, Martino e mi scuso con gli altri ma non posso elencarli tutti, in più ho avuto l’occasione di conoscere alcuni euro atleti di cui altrimenti sapevo solo il nome scritto su un pezzo di carta. Non vado oltre, il risultato non conta. Anche se mi ha fatto piacere arrivare tra le prime società, contano invece tanto le ore passate insieme a tanti amici. Questa è la squadra, questo è lo stare insieme in società, questo è lo spirito con cui si corre in una società. Qualche volta si può concedere una giornata alla società che mi sembra faccia molto per i suoi atleti. Chiudo dicendo solo: MI DISPIACE PER CHI NON C’ERA. Ciao a tutti.

Pietro. B.

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