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Non mi sono mai sentito di scrivere sul sito, non ne ho mai sentito la necessità, ma l' esperienza di sabato sera alla Venice Night Trail merita qualche riga. Mi iscrivo a questa gara con la curiosità di vedere Venezia (grande mia vergogna non averla mai vista) e la voglia di fare una nuova esperienza di corsa lontano dalla nostra zona. Subito mi sento di ringraziare i miei compagni di viaggio e di gara Stefano, Luca, Silvio e Cristiano, meravigliosa la loro simpatia e "pirlaggine", pirlaggine in cui io ci sguazzo alla grande. Arriviamo a Venezia, il tempo è più che clemente, a differenza delle previsioni non piove e la temperatura è perfetta per i 16 km che ci aspettano, la mia titubanza riguarda solo i 51 ponti o ponticelli da affrontare, decido semplicemente di andarci sopra con calma, non so se nella seconda parte di gara li pagherò quindi decido di non farmi prendere e di essere conservatore. Poi, alle 21.00, inizia la gara, e io mi perdo. Mi perdo nel senso che non mi è mai successo di correre in quel modo, mi sono perso nella mia testa e nella meravigliosa Venezia, credo di aver riso dalla partenza al traguardo, mai guardato il tempo con cui stavo correndo, un' occhiata ogni tanto solo per controllare la distanza percorsa, mi sono letteralmente catapultato in una sensazione semplicemente libera. I vialetti, i canali, i ponti, le piazze, le chiese, le persone incontrate, i turisti, i 2000 partecipanti a questa magnifica gara tutti con le lucine accese sulla fronte, e poi quasi alla fine.....l' ingresso in piazza San Marco e.....boom! Il cuore batte, batte veloce e forte. Piazza unica con spettatori che ci applaudono e ci danno gli high-five, non ho mai corso con un tale spirito e gioia. Termino la corsa perso in una gioia quasi infantile, non scriverò il mio tempo nè quello dei miei compagni, tanto si possono leggere altrove, non perchè sia andato male (anzi, merito soprattutto del mio Mr nel quale ripongo una gran fiducia, visto che riesce a far correre un cicciabombo come me), ma non li scriverò perchè una corsa come quella di sabato sera non merita di essere tradotta in numeri. Ora lo so, correre è bello. Andrea

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