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ECOMARATONA DEL VENTASSO

 

Un’altra volta mi ritrovo a correre sui sentieri del Ventasso! Una calamita che attrae, dove si fa il pieno di bellezza naturale e di silenzio.

La manifestazione in programma è organizzata bene, curata nei dettagli. Oltre il tracciato lungo di km 43 con 2300m. D+, sono previsti altri tracciati da 15 e 22 km, con partenze in orari diversi. La partenza è prevista alle ore 8:30 da Busana, centro turistico a quota 850m., appartenente al Super Comune del Ventasso (Re).

In zona partenza in attesa del via siamo presenti in circa 250 atleti. Non è previsto materiale obbligatorio  eccetto il pettorale e la maglia indossata: per chi correrà a dorso nudo è previsto la squalifica. Le previsioni meteorologiche danno tempo variabile, sole e nuvole con piccola possibilità di pioggia, temperatura fresca. A qualche minuto dal via controllando l’orologio per verificare il quadrante giusto per la gara, mi rendo conto, con disappunto, che quello indossato non è il classico Gps ma bensì quello da passeggio. Non ho tempo a sufficienza per sostituirlo, un po’ contrariato, devo accettare la situazione con  filosofia. Penso: “sarà una bella avventura comunque, ho memorizzato bene l’altimetria e impresso in mente i riferimenti più importanti ma non conoscendo il chilometraggio sarà un po’ più complicato”. Il via viene dato con qualche minuto di ritardo, si parte a un buon ritmo, non resto indietro come al solito, il contrattempo con l’orologio mi ha caricato di energia, insospettabile all’inizio gara. Poche centinaia di metri tra le vie del paese poi ci si tuffa nel bosco, fitto, di castagno. In prossimità di Cervarezza il tracciato esce dal bosco regalando una magnifica visione sulla Pietra di Bismantova (palestra di roccia per tanti appassionati rocciatori). Saliscendi continui con alternanza di castagneti, faggeti e sorgenti freschissime, ci portano a scoprire villaggi di pietra ben nascosti tra la vegetazione abbondante: Marmoreto( punto più basso q.550m. e subito dopo Nismozza. Da questo villaggio si sale verso il lago Calamone seguendo per un buon tratto il torrente Rondino. Il lago, dall’acqua turchese, è, un buon riferimento per chi è privo di Gps, al 22° km a quota 1400m.  Rifornimento energetico al ristoro e via verso la cima del Ventasso. Con determinazione affronto con vigore l’ascesa, molto ripida, verso la cima. Incalzato da nuvoloni grevi, minacciosi, in forte movimento, forzo il passo e in breve sorpasso la croce della vetta, uno sguardo a 360° per gustare il panorama e via, mi fiondo a capofitto verso valle. Subire l’azione di un temporale in alta quota senza vegetazione ne riparo alcuno è pericoloso quindi l’intento è quello di raggiungere più velocemente possibile il bosco vicino. Corro, corro, il temporale è sopra, si scatena, la pioggia cade a secchi, visibilità azzerata, vento forte. Raggiungo il bosco e dopo un centinaio di metri mi fermo per indossare lo smanicato antivento. Intorno a me, con la poca visibilità rimasta, non vedo nessuno, né davanti né dietro; riprendo a correre con determinazione anche se gli appoggi dei piedi ora sono imprevedibili tra l’acqua, sassi e radici: il sentiero è un grosso rivolo di acqua marrone. Dopo la lunga discesa scivolosa raggiungo il Camping Le Fonti, un riferimento che mi fa capire di essere a 4 km dall’arrivo. Breve ristoro, un’occhiata alle scarpe uniformate al colore del sentiero e via verso l’arrivo. Concludo il viaggio in 6h e 27’- 94° assoluto su 210 atleti arrivati – 1° di categoria.

Il bello di correre e vivere nella natura è quello di non dare tutto per scontato e prevedibile.

 

Luciano Bottarelli

 

 

Servizio fotografico

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