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Ecomaratona del Ventasso

 

 

Con tanto sole e un bel po’ di fango ho corso, domenica 8 luglio, la 16° edizione dell’Ecomaratona del Ventasso.

 

La manifestazione è stata organizzata egregiamente, curata nei dettagli. Oltre al tracciato lungo di 43 km. con 2300m. di dislivello positivo hanno previsto altri due tracciati più corti, uno di 22km. l’altro di 15 km per camminatori.

 

Partenza e arrivo a Busana, centro turistico situato a una quota di 850m. appartenente al Super Comune del Ventasso, il significativo dislivello di 2300m. si sviluppa da quota 850m. fino a raggiungere la quota massima del Monte Ventasso di 1727m. Dalla cima l’occhio può abbracciare l’Appennino Reggiano, il Parmense,il crinale che separa dalla Toscana e dalla Lunigiana: una vista mozzafiato, imperdibile.

 

La partenza è prevista per le 8:30, dal centro maratona nel cuore di Busana, in attesa del via siamo in 250 atleti posizionati vicino al gonfiabile in zona partenza, sotto il sole che già scalda con vigore. Per questa gara non è previsto del materiale obbligatorio ad eccetto il pettorale portato su maglia. Infatti negli atleti schierati alla partenza si vede di tutto, alcuni con zaino, borracce e bastoncini, altri senza niente: poi, alla fine, si conteranno a 2 cifre i ritirati. Il via viene dato alle 8:30 precise, il primo tratto, di poche centinaia di metri, si corre in discesa lungo le vie del paese per risalire poi verso il paese di Cervarezza. Il tracciato uscendo dal bosco di castagno regala un suggestivo sguardo sulla Pietra di Bismantova (palestra di roccia per tanti appassionati rocciatori) Saliscendi continui ci portano a ridosso di villaggi di pietra, piccole chiesette nascoste nel bosco, sorgenti freschissime, alternanza di castagneti e faggeti: una goduria per chi ama stare in compagnia della natura e del silenzio. Negli spazi aperti il sole si fa sentire sulla pelle, ci rosola impietosamente, per fortuna sono tanti i ristori e le sorgenti per dissetarci e rinfrescarci. In discesa, nei boschi, bisogna prestare molta attenzione per il fango scivoloso e ancora di più con le radici, metterci i piedi sopra è come correre sul ghiaccio. Tra super concentrazioni per dove mettere i piedi e distrazioni per il bello da vedere, rischio spesso di perdere tempo e il sentiero. Seguo per un tratto il Torrente Rondino, dove inizia la salita verso il lago Calamone (a quota 1400m.) lasciando alle spalle il caratteristico borgo in pietra di Nismozza. Superata la metà del percorso al lago, si gira attorno, in mezzo a un carnaio di persone a rosolare al sole o intenti a far fumo con le griglie sui barbecue, per poi iniziare la dura salita e assolata che porta alla vetta del Ventasso. Dopo essere stato in solitudine per diverso tempo, con fatica raggiungo un gruppetto di atleti in vetta alla croce, una foto, uno sguardo a 360°,un respiro profondo per assaporare il bello e via in discesa. Una lunga discesa nella brughiera ci porta a 1200m di quota per poi seguire un nervoso sentiero fino al Camping Le Fonti. Ancora 4 km. su carraia che s’innesta sul tracciato iniziale e infine l’arrivo.

 

Il viaggio e durato 6h e 33min.- 120° assoluto – 2° di categoria – circa 30, purtroppo, sono gli atleti ritirati o non classificati.

 

I sentieri sull’Appennino Tosco-Emiliano sono molto corribili e ad ogni angolo nascondono tesori naturali e borghi antichi intatti.

 

Luciano Bottarelli         

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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