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31 dicembre 2015 – Caen al chiar di luna

E’ già mattina e sono circa le 7, ma a Caen (capitale del Calvados) è ancora notte fonda. La mia infiammazione al tibiale ancora non è perfettamente guarita, ma non resisto ed esco lasciando la famiglia ancora a dormire.

Non è freddo, soffia un vento leggero ma c’è una splendida stallata. La città è particolarmente buia, come tutte le città medioevali, e l’ultimo quarto di luna splende nel cielo terso. Si prospetta una splendida giornata, ma, per ora, c’è ancora da godere uno scapolo di notte.

Seguendo Rue du pont Créon, mi dirigo verso Rue Caponiére che conduce, in leggera salita, verso il centro e, all’incrocio, proseguo ancora in alto verso Rue Saint-Martin raggiungendo la piazza omonima. Ed ecco la prima sorpresa, si sta attrezzando il mercato, un fantastico bancone già espone una serie infinita di forme di formaggio di tutte le taglie. Driblo rapidamente qualche altro lavoro in corso e giro verso una splendida piazza e, poi, neanche a farlo apposta, per Rue aux Fromages dritto fino a a Rue Saint-Pierre nella zona pedonale. Allo scoccare del secondo chilometro vedo sulla sinistra le Chateau ducal, fatto erigere a partire dal 1060 da Guglielmo il Conquistatore, prima Duca di Normandia e successivamente re d’Inghilterra. Del castello rimane la cerchia esterna, ma si erge imponente come si addice ad una residenza della corona, quale fu, fino al Regno di Riccardo Cuor di Leone. Mi lancio sulla salita che porta verso l’ingresso, ma arrivo ad un grande portone chiuso. Ritorno sui miei passi e decido di percorrere il vialetto lungo le mura e poi in salita lungo un sentiero nel prato, non c’è illuminazione, ma la luna, anche se all’ultimo quarto, illumina i miei passi fino a raggiungere un nuovo cancello chiuso. Torno indietro percorrendo la strada in salita sul retro del castello da dove vedo uscire una bicicletta. Entro allora nel giardino di fronte attraversando l’area tra le mura esterne uscendo dal primo portone che nel frattempo era stato aperto.

E’ il 4° chilometro, mi dirigo verso il quartiere medioevale di Vaugueux, dove sono ora numerosi ristoranti e taverne, passo vicino ad una piccola chiesa in cima alla salita ed evito di un soffio un paracarro che non avevo visto nella penombra. Seguo le indicazioni per l’Abbaye aux Dames intitolata alla Santissima Trinità, fatta costruire da Matilde di Fiandra nel 1060, moglie del duca Guglielmo il conquistatore. Guglielmo ne fece esigere un’altra, l’Abbazia degli Uomini, come impegno nei confronti della Chiesa che non aveva apprezzato il matrimonio tra cugini. Il cancello che porta all’area conventuale è aperto e quindi entro deciso svoltando verso destra entrando nel giardino del retro. Il prato verde è tagliato a raso ed tutt’intorno un vialetto di brecciolino chiaro disegna un percorso nel quale mi lancio deciso alla lune del solito quarto di luna.  Ne percorro tutto il quadrilatero tornando davanti all’imponente struttura del convento e riguadagnando il chiostro successivo verso l’uscita.

Sono già al quinto chilometro, ricerco la strada in discesa verso Vaugeaux, poi di nuovo salita e giù ancora. Il castello ora è sulla destra, passo davanti all’église Saint-Pierre e da lì nella zona commerciale, dove gli antichi palazzi lasciano via via spazio a costruzioni moderne. Scorrono i chilometri ma, proprio quando pensavo di essermi perso, vedo le indicazioni per l’Hotel del Ville e svolto deciso sulla destra.

Sono sicuramente già passate le 7:30, ma ancora la città è deserta ma il profumo che proviene dalle boulangerie ci dice che presto si ravviverà per quello che anche qui è un giorno semi-festivo. Infrango un bel po’ di regole della strada con attraversamenti arditi e finalmente si apre davanti a me l’inconfondibile figura dell’hotel de ville con, sullo sfondo, l’eglise de Saint’Etienne cui è intitolata l’Abbaye aux Hommes. Aggiro la ruota panoramica installata per Natale e percorro il giardino dell’esplanade Jean Marie Louvel che conduce verso il palazzo e poi, a destra, nello stretto vicolo nel retro dell’abbazia, dove sembra di fare un nuovo viaggio indietro nei secoli. Da qui a sinistra svolto in Rue Guillame de Conquérant per lo scoccare dell’ottavo chilometro.

Ora non mi rimane che risalire un poco e scendere per Rue Caponière e, da qui, di nuovo in Rue du Pont Créon dopo circa un altro chilometro. Manca poco alle 8:00 è ancora buio, ma da est ormai il giorno è vicino, la tibia è ancora dolente, e lo sarà per il resto della giornata, ma l’ultimo dell’anno andava salutato con una bella corsa!

Marco Mariani

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